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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Cetacea
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I mwbacetacei (mwbqCetacea mwbgBrisson, 1762) sono un mwbwinfraordine di mwcamammiferi mwcqeuteri, completamente adattatisi alla vita acquatica. Il nome cetaceo deriva mwcgdal greco antico κῆτοςmwcw? (mwdamwdqketos), che significa mwdgbalena o mwdwmweamostro marino e fu introdotto da mweqAristotele per designare gli animali acquatici dotati di mwegrespirazione polmonare.

Presentano un corpo fusiforme, simile a quello dei mwfapesci, che assicura loro una maggiore mwfqidrodinamicità. Gli mwfgarti anteriori sono modificati in mwfwpinne; gli mwgaarti posteriori come tali sono assenti; rimangono solo alcune piccole mwgqossa mwggvestigiali, nascoste dentro al corpo, e non collegate alla mwgwspina dorsale per l'assenza del mwhabacino. La mwhqpinna caudale è disposta orizzontalmente e divisa in due lobi. Sono generalmente privi di mwhgpeli e sono mwhwisolati termicamente da uno spesso strato di mwiagrasso.

L'infraordine Cetacea comprende circa 85 mwigspecie,cite-ref-1[1] quasi tutte mwjwmarine tranne 5 specie di mwkadelfini di mwkqacqua dolce. Le specie sono suddivise in due mwkgparvordini, mwkwMysticeti ed mwlaOdontoceti. Esiste un terzo mwlqparvordine, mwlgArchaeoceti, cui appartengono solo specie mwlwestinte.

Tra i mwmqmisticeti si trovano gli animali comunemente chiamati mwmgbalene, i più grandi conosciuti al mondo: in particolare la mwmwbalenottera azzurra è il più grande mwnaanimale oggi presente sulla mwnqTerra. Tra gli odontoceti, invece, si trovano capodogli, delfini e mwngorche, spesso allevati e addestrati nei mwnwdelfinari.

La branca della mwoqbiologia che si occupa dello studio di questi animali è la mwogcetologia.

Contents

Pelle
Pinne
Rostro
Caccia
Note

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Evoluzione e tassonomia

La teoria tradizionale sull'mwswevoluzione dei Cetacei asseriva che derivassero dai mwtaMesonychidae, un gruppo di mwtqungulati carnivori simili a mwtglupi, dotati di mwtwzoccoli e affini agli mwuaArtiodattili. Questi animali possedevano mwuqdenti triangolari simili a quelli dei cetacei fossili e per questo motivo gli scienziati hanno creduto per molto tempo che balene e delfini derivassero da loro. Tuttavia una ricerca del mwug2001 conferma sulla base di dati molecolari che i Cetacei non derivano dai mesonichidi, ma sono fortemente correlati agli artiodattili.cite-ref-2[2].

A partire dai primi mwwaanni novanta, mwwqanalisi molecolari su una grande quantità di mwwgproteine e sequenze di mwwwDNA hanno indicato che i Cetacei dovessero essere inclusi all'interno dell'mwxaordine degli mwxqArtiodattili, essendo molto vicini mwxgfilogeneticamente agli mwxwHippopotamidae. È stato quindi istituito un mwyaordine che riunisce Artiodattili e Cetacei: mwyqCetartiodactyla, nel quale i Cetacei sono inseriti nel mwygsottordine mwywCetancodontamorpha.cite-ref-3[3]

Il primo antenato dei Cetacei è ritenuto essere il mwaqmwagPakicetus, un artiodattilo primitivo vissuto nell'mwawEocene, circa 50 milioni di anni fa.cite-ref-4[4] Questo animale aveva mantenuto alcuni aspetti dei Mesonychidae da cui si era evoluto, come la presenza di denti triangolari che gli Artiodattili moderni hanno perso. L'anello di collegamento tra il Pakicetus e i Cetacei risulta essere la struttura delle ossa dell'orecchio. Inoltre, i denti del mwcaPakicetus ricordano quelli delle balene mwcqfossili.cite-ref-5[5]

Lmwdw'mweamweqAmbulocetus (47-48 milioni di anni fa) è stato il primo antenato dei Cetacei a condurre una vita anfibia, possedendo delle zampe più adatte al nuoto che ai movimenti terrestri. Il primo degli antenati dei Cetacei ad essere completamente acquatico fu invece il mwegmwewBasilosaurus, che visse circa 38 milioni di anni fa. I primi misticeti, i mwfaCetotheriidae, comparvero nel mwfqMiocene, mentre i primi odontoceti, i mwfgKentriodontidae fecero la loro comparsa nell'mwfwOligocene.

I Cetacei viventi sono divisi in due parvordini:

• i mwgwMysticeti dotati di mwhafanoni. I fanoni sono delle strutture presenti nella mwhqmascella superiore che agiscono da setaccio e che sono costituite da mwhgcheratina. Tale struttura permette di filtrare il mwhwplancton dall'acqua. Vi appartengono le seguenti mwiafamiglie:

• mwiwBalaenidae
• mwkqNeobalaenidae

• gli mwkwOdontoceti dotati di mwladenti. Si nutrono principalmente di mwlqpesci e/o mwlgcalamari. Questi Cetacei hanno un'abilità eccezionale nel percepire l'ambiente circostante mediante la mwlwecolocalizzazione. Vi appartengono le seguenti famiglie:

• mwmgDelphinidae
• mwnaMonodontidae
• mwngPhocoenidae
• mwoaPhyseteridae
• mwogPlatanistidae
• mwpaIniidae
• mwpgZiphiidae

Morfologia

Essendosi evoluti da progenitori terrestri, i Cetacei hanno dovuto sviluppare notevoli adattamenti mwqqanatomici e mwqgfisiologici per poter condurre una vita completamente acquatica:

• il corpo è fusiforme ed ha assunto una forma idrodinamica simile a quella di un mwsqpesce;
• sul mwswdorso è comparsa una pinna dorsale, formata da mwtatessuto connettivo;
• gli mwtgarti anteriori si sono trasformati in pinne pettorali ed hanno assunto la forma di mwtwpagaie;
• l'estremità della mwuqcoda è piatta, formata da due lobi;
• gli arti posteriori sono assenti e di essi rimangono piccole mwuwossa nascoste all'interno del corpo;
• sulla sommità del mwvqcapo è presente uno mwvgsfiatatoio;
• i peli scompaiono completamente dopo i primi mesi di vita;
• i mwwqpadiglioni auricolari sono assenti;
• i mwwwgenitali esterni sono nascosti all'interno di tasche.

Forma del corpo e dimensioni

La forma del corpo dei Cetacei ricorda molto da vicino quella dei pesci. Per mwxgconvergenza evolutiva, infatti, hanno sviluppato una forma affusolata, idrodinamica, che permette loro di muoversi agevolmente nell'ambiente acquatico riducendo l'mwxwattrito con l'acqua. Il corpo dei Misticeti è più tozzo rispetto a quello degli Odontoceti, che sono in grado di nuotare a maggiori mwyavelocità.

All'infraordine dei Cetacei appartengono alcuni tra i più grandi animali mai esistiti sulla Terra. Soprattutto tra i Misticeti, le dimensioni corporee sono ragguardevoli: la balenottera azzurra (mwygmwywBalaenoptera musculus) può raggiungere i 30 mwzametri di mwzqlunghezza ed è considerato il più grande animale mai esistito.cite-ref-6[6] Tra gli Odontoceti, è il capodoglio (mw0gmw0wPhyseter macrocephalus) che raggiunge le dimensioni maggiori, arrivando a una lunghezza di circa 20 metri nei maschi.cite-ref-7[7] Il cetaceo più piccolo in assoluto è invece la focena del golfo di California (mw2amw2qPhocoena sinus), una mw2gfocena che può raggiungere la lunghezza di circa mw2w140 cm.cite-ref-8[8] Tra i Misticeti, le dimensioni minori sono quelle di mw4amw4qCaperea marginata, che può raggiungere circa 6 metri.cite-ref-9[9]

La tabella 1 riassume lunghezza massima e mw5wpeso raggiunti da alcuni cetacei.

| Specie | Lunghezza (m) | Peso ( kg ) | Note |
|---|---|---|---|
| Phocoena sinus | 1,2 - 1,5 | 30 - 55 | Cetaceo più piccolo |
| Delphinus delphis | 2,4 | 70 - 110 | |
| Tursiops truncatus | 3,7 | 150 - 650 | |
| Monodon monoceros | 5 | 800 - 1 600 | |
| Caperea marginata | 6,5 | 3 000 - 3 500 | Misticeto più piccolo |
| Orcinus orca | 9,7 | 2 600 - 9 000 | Delfinide più grande |
| Megaptera novaeangliae | 13,7 - 15,2 | 25 000 - 40 000 | |
| Physeter macrocephalus | 14,9 - 20 | 13 000 - 14 000 | Odontoceto più grande |
| Balaenoptera musculus | 30 | 110 000 | Animale più grande in assoluto |

Pelle

Come in tutti i Mammiferi, la mwauapelle dei Cetacei è formata da mwaueepidermide, mwauiderma ed mwaumipoderma.

L'epidermide è costituita da un mwauuepitelio pavimentoso pluristratificato, è più spessa da 10 a 20 volte di quella dei mammiferi terrestri e il suo strato più esterno viene rinnovato circa 12 volte al giorno.cite-ref-10[10] Il derma è costituito da mwauotessuto connettivo denso ed è privo di mwausfollicoli piliferi e mwauwghiandole sebacee.

L'ipoderma forma il pannicolo adiposo (mwau4blubber) ed è costituito da mwau8tessuto connettivo lasso ricco di mwavaadipociti e fibre di mwavecollagene. La sua funzione è quella di evitare la dispersione del mwavicalore e di fungere da sostanza di riserva.cite-ref-11[11]

La superficie della pelle di diversi odontoceti presenta alcune mwavgcreste cutanee, spesso visibili anche ad occhio nudo e distribuite lungo tutto il corpo, ad eccezione della mwavktesta e in alcune specie della regione ventrale. Non è ancora chiaro quale sia il loro ruolo: si pensa che possano essere coinvolte nella ricezione di mwavostimoli tattili o che abbiano funzione idrodinamica, o entrambe le cose.cite-ref-12[12]

La pelle della testa e delle pinne pettorali di molte balene e balenottere è colonizzata da una serie di mwawaparassiti cutanei, soprattutto mwaweCyamidae, conosciuti con il nome di mwawipidocchi delle balene e mwawmbalani appartenenti ai generi: mwawqmwawuCoronula, mwawymwawcCryptolepas, mwawgmwawkConchoderma, mwawomwawsXenobalanus e mwawwmwaw0Tubicinella. Mentre i mwaw4pidocchi possono interferire con i mwaw8recettori sensoriali delle balene e nutrirsi della pelle delle stesse, i balani sembrano non procurare agli animali nessun danno.cite-ref-13[13]

Pinne

Pinna dorsale

Quasi tutti i cetacei presentano sul dorso una mwaympinna dorsale formata da mwayqtessuto connettivo. La sua funzione è quella di dare stabilità al nuoto, evitando che l'animale possa capovolgersi durante gli spostamenti laterali veloci. Questa pinna è assente negli animali che vivono nelle mwayuregioni polari come narvali (mwayymwaycMonodon monoceros), beluga (mwaygmwaykDelphinapterus leucas) e balene della Groenlandia (mwayomwaysBalaena mysticetus), che non sarebbero in grado di nuotare agevolmente sotto i mwaywghiacci.

La pinna dorsale presenta forme e dimensioni diverse nelle diverse specie di cetacei: può essere falcata, triangolare o arrotondata. Questa caratteristica è utile per l'identificazione delle specie. Inoltre la pinna poiché è spesso ricoperta da graffi, tagli e mway4cicatrici, è utilizzata dai ricercatori per la fotoidentificazione, una tecnica che consente di riconoscere i singoli esemplari di una specie mediante le mway8fotografie di particolari anatomici.

Pinna caudale

La mwazicoda dei Cetacei è costituita da due lobi di tessuto connettivo, detti mwazmflukes, che formano la mwazqpinna caudale. A differenza di quella dei pesci, nei Cetacei questa pinna è disposta orizzontalmente e si muove dal basso verso l'alto. Questa caratteristica permette di riconoscere a prima vista un cetaceo da un pesce e la sua funzione è quella di agire da mezzo di propulsione tramite il suo movimento verticale.

Anche in questo caso forma e dimensione variano tra le diverse specie e quindi queste caratteristiche possono essere usate per l'identificazione soprattutto delle specie di grandi dimensioni.

Pinne pettorali

Nei Cetacei, gli arti anteriori si sono modificati per formare delle mwaz4pinne pettorali. Diversamente dalle pinne dorsali e caudali, le pettorali sono sostenute da mwaz8ossa mwaaaomologhe a quelle degli arti anteriori dei mammiferi terrestri, seppur con consistenti modifiche proporzionali (estremo raccorciamento di omero, radio e ulna e, dall'altro lato, enorme sviluppo delle dita con iperfalangia, cioè presenza di falangi in soprannumero). La funzione di queste pinne è quella di assicurare stabilità al nuoto e permettere gli spostamenti laterali.

Anche le pettorali variano in forma e dimensione e l'abilità nel nuoto delle varie specie dipende da questa caratteristica. Le specie che presentano pinne di piccole dimensioni in rapporto alla superficie corporea, come le balenottere azzurre, sono specializzate a nuotare lentamente e in mare aperto, mentre le specie con pinne di maggiori dimensioni sono in grado di nuotare più velocemente e di manovrare più agevolmente.cite-ref-14[14] Le pinne di maggiori dimensioni sono possedute dalla mwaaymwaacMegaptera novaeangliae, in cui raggiungono una lunghezza pari a circa un terzo dell'intera lunghezza dell'animale.cite-ref-15[15] Le grandi dimensioni di queste pinne aiutano l'animale a compiere delle manovre acrobatiche per la cattura delle prede.cite-ref-16[16]

Arti posteriori

Tutti i Cetacei sono privi degli arti posteriori, di cui rimangono solo delle piccole ossa mwabivestigiali all'interno del corpo che non sono collegate alla mwabmcolonna vertebrale. Durante lo sviluppo mwabqembrionale, però, tutti i cetacei presentano degli abbozzi di questi arti, la cui regressione successiva è dovuta a cause non ancora conosciute.cite-ref-17[17]

Nel mwabo2006 dei pescatori mwabsgiapponesi hanno catturato un tursiope (mwabwmwab0Tursiops truncatus) che presentava un paio di pinne poste nella regione caudale. I ricercatori pensano che queste costituiscano un'ulteriore prova del fatto che i Cetacei si siano evoluti da progenitori terrestri e che l'mwab4evoluzione abbia fatto scomparire gli arti posteriori. In questo tursiope, una mwab8mutazione ha fatto riemergere un carattere perso milioni di anni fa.cite-ref-18[18]

Rostro

La mwacymandibola e la mwaccmascella sono allungate a formare una struttura simile ad un mwacgbecco, chiamata rostro, che è maggiormente evidente nei delfinidi, mentre nei misticeti è praticamente invisibile.

Negli Odontoceti, soprattutto negli mwacoZifidi, il rostro è costituito da ossa piuttosto compatte. Si pensa che questa caratteristica serva ad aumentare la forza del rostro e ad evitare fratture durante i combattimenti dei maschi per le femmine.cite-ref-19[19] Secondo altri ricercatori, invece, nonostante l'alta mineralizzazione delle ossa, il rostro è una struttura piuttosto fragile che svolge un ruolo nel recepimento delle mwac8onde sonore e che quindi è importante nell'mwadaecolocalizzazione.cite-ref-20[20]

Nei Misticeti il rostro ha una forma arcuata per permettere l'alloggiamento dei mwadyfanoni, che si attaccano all'osso mascellare. L'inarcamento maggiore si ha nei mwadcBalenidi, in cui i fanoni sono eccezionalmente lunghi.cite-ref-21[21]

Fisiologia

Sistema nervoso

I Cetacei possiedono un mwad8cervello molto sviluppato, le cui dimensioni relative sono paragonabili a quelle dei mwaeaprimati mwaeeantropomorfi, uomo compreso.

La mwaemcorteccia cerebrale del cervello dei Cetacei presenta un alto numero di circonvoluzioni, soprattutto nel caso degli Odontoceti, che possiedono un numero di circonvoluzioni maggiore di quello del mwaeqcervello umano, sebbene lo spessore della corteccia sia minore.cite-ref-22[22]

Vi è un acceso dibattito su quanto "mwaeointelligenti" siano i Cetacei in generale e i delfini in particolare. Secondo alcuni, infatti, questi animali sarebbero potenzialmente in grado di comunicare mediante un mwaeslinguaggio,cite-ref-23[23] mentre secondo altri le dimensioni del cervello potrebbero essere dovute alla presenza di un'mwafaarea acustica primaria molto ben sviluppata.cite-ref-24[24] Ciononostante, sono indubbie le grandi capacità mwafucognitive di questi animali. Per esempio, i tursiopi sono i soli animali, insieme all'uomo, alle scimmie antropomorfe e ad alcune specie di mwafycorvidi, ad essere in grado di riconoscersi se posti di fronte ad uno mwafcspecchiocite-ref-25[25] e dimostrano di possedere delle abilità numeriche.cite-ref-26[26]

Il mwagemidollo spinale ha una forma cilindrica e la sua lunghezza dipende principalmente dalle dimensioni corporee. Il rapporto tra la lunghezza del corpo e quella del midollo è pressoché uguale a quello dell'uomo.cite-ref-marine3-27-0[27] Nella regione cervicale, in corrispondenza con le pinne pettorali, si assiste ad un ispessimento del midollo, mentre nella regione lombare l'ispessimento è meno evidente a causa della mancanza degli arti posteriori.

Sono presenti da 40 a 44 mwagcnervi spinali, in cui le radici posteriori sono meno sviluppate delle anteriori. Questa caratteristica è dovuta al maggiore sviluppo della mwaggmuscolatura ventrale dei Cetacei rispetto a quella dorsale e alla scarsa presenza di mwagkrecettori sensoriali periferici.cite-ref-marine3-27-1[27]

Organi di senso

Gli mwahaocchi dei Cetacei hanno una forma appiattita e il mwahecristallino è di forma sferica. La mwahipupilla di questi animali permette loro di vedere sia sott'acqua sia in aria, nonostante la diversa mwahmdensità esistente tra i due ambienti.cite-ref-dehnhardt-28-0[28]

Gli occhi sono posti lateralmente alla testa e mentre per alcuni Cetacei la visione è mwahkbinoculare, nei delfinidi ogni occhio si muove indipendentemente dall'altro, sebbene nei tursiopi sia stata dimostrata la presenza di alcune zone di sovrapposizione.cite-ref-marine4-29-0[29]

Dietro la mwah8retina è presente una zona altamente vascolarizzata, il mwaiamwaietapetum lucidum, che grazie ad uno strato di cellule riflettenti svolge la funzione di aumentare la quantità di luce che raggiunge la retina stessa.

Poiché quest'ultima possiede sia mwaimconi sia mwaiqbastoncelli si è pensato che i Cetacei siano in grado di distinguere i mwaiucolori. Tuttavia la questione se i Cetacei siano in grado di farlo è ancora molto controversa.cite-ref-dehnhardt-28-1[28] I coni costituiscono solo l'1% dei mwaiofotorecettori presenti nell'occhio e mancano quelli sensibili alle basse mwaislunghezze d'onda e quindi si pensa che la distinzione dei colori sia possibile solo in condizioni di buona illuminazione.cite-ref-marine4-29-1[29]. Alcuni autori sostengono che la presenza dei due tipi di fotorecettori aiuti gli animali a meglio identificare gli oggetti.cite-ref-dehnhardt-28-2[28]

Sebbene le mwajughiandole lacrimali siano assenti, molti Cetacei possiedono delle ghiandole nella mwajycongiuntiva che secernono un liquido in grado di proteggere la mwajccornea dal sale presente nell'acqua marina.cite-ref-marine4-29-2[29]

Il senso dell'mwaj0olfatto è fortemente ridotto nei Misticeti e completamente assente negli Odontoceti. Nei primi sono presenti i mwaj4nervi olfattivi, ma nel mwaj8lobo frontale del mwakatelencefalo manca il bulbo olfattivo, che è presente solo nello stadio mwakefetale. Negli Odontoceti, invece, sono assenti sia i nervi, sia il bulbo.cite-ref-dehnhardt2-30-0[30]

I cetacei possiedono sulla mwakclingua le mwakgpapille gustative, sebbene il loro numero sia ridotto rispetto a quello dei mammiferi terrestri. I Cetacei sono in grado di riconoscere il sapore di diverse sostanze. I tursiopi presentano una sensibilità per il gusto aspro circa 7 volte superiore a quella dell'uomo, mentre la sensibilità per il dolce e il salato è superiore di circa 10 volte.cite-ref-dehnhardt2-30-1[30] La grande sensibilità per il salato potrebbe aiutare gli animali nell'orientamento, grazie alle variazioni di mwak0salinità presenti nelle acque marine.

Il senso del mwak8tatto è dovuto alla presenza su tutta la superficie corporea dei mwalameccanocettori, che sono maggiormente presenti sulla testa e in prossimità delle pinne pettorali e degli organi genitali. Oltre ai meccanocettori, molti Misticeti presentano sulle mascelle e sulle mandibole delle sottilissime mwalevibrisse, che hanno anch'esse il compito di ricevere gli stimoli tattili. Negli Odontoceti di queste strutture rimangono solo dei mwalifollicoli vestigiali. Solo nelle sotalie (mwalmmwalqSotalia fluviatilis) le vibrisse sono ben sviluppate, ma in questi animali sono dei recettori in grado di percepire la direzione della corrente dell'acqua.cite-ref-31[31]

L'mwaloudito è il senso più sviluppato nei Cetacei, che sono in grado di capire sott'acqua da quale direzione provenga il suono: una capacità assente nei mammiferi terrestri. Ciò è reso possibile dal fatto che le ossa dell'orecchio interno di questi animali sono ben separate dal resto del cranio, che potrebbe interferire con la ricezione degli stimoli acustici. Questa separazione è tuttavia più evidente negli Odontoceti che nei Misticeti.cite-ref-32[32]

Per garantire una maggiore idrodinamicità i Cetacei sono privi dei mwamapadiglioni auricolari, mentre l'mwameorecchio medio e quello mwamiinterno sono simili nella struttura a quelli degli altri mammiferi. Negli Odontoceti le onde sonore vengono recepite da una sostanza oleosa presente nella mandibola e da questa vengono poi trasferite fino all'orecchio medio, dove raggiungono il mwammtimpano. Nei Misticeti non è stata dimostrata la trasmissione del suono attraverso la mandibola ed è probabile che la ricezione avvenga direttamente attraverso il mwamqcondotto uditivo.cite-ref-33[33]

Apparato respiratorio

I Cetacei, come tutti i Mammiferi, mwanerespirano l'mwaniaria per mezzo di mwanmpolmoni. Per questo motivo, essi hanno la necessità di raggiungere periodicamente la superficie del mare per effettuare gli scambi respiratori tra mwanqCO2 e mwanyO2.

Le mwanknarici si sono spostate sulla sommità del capo e costituiscono gli mwanosfiatatoi. Questa soluzione permette ai cetacei di rimanere quasi completamente immersi durante la respirazione. Mentre nei misticeti lo sfiatatoio è costituito da due orifizi, negli odontoceti ne è presente soltanto uno. L'apertura dello sfiatatoio avviene per azione di muscoli volontari e quindi, diversamente dagli altri mammiferi, i cetacei devono decidere quando respirare.

L'aria espirata, riscaldata dai polmoni, una volta entrata in contatto con l'esterno si mwanwcondensa e forma un getto, chiamato mwan0soffio o mwan4spruzzo e visibile anche da grandi distanze. Poiché forma, direzione e altezza del soffio variano da specie a specie, i cetacei possono essere identificati a distanza utilizzando questa caratteristica.

La mwaoatrachea è costituita da una serie di anelli mwaoecartilaginei uniti gli uni agli altri. Nei Misticeti gli anelli sono aperti e collassabili, diversamente da quanto avviene negli Odontoceti, in cui invece gli anelli sono chiusi.cite-ref-34[34]

I polmoni hanno una forma a sacco, non sono lobati e, diversamente da quello che si potrebbe pensare, non sono più grandi di quelli degli altri mammiferi. Il polmone destro è generalmente più grande e lungo del sinistro, per potere accogliere il mwaoccuore all'interno della mwaoggabbia toracica. Il mwaokvolume polmonare è più basso di quello dei mammiferi terrestri, per evitare il rischio di formazione di mwaooemboli gassosi durante le risalite dalle immersioni profonde. Alle alte profondità, infatti, la mwaospressione spinge gli organi interni sul mwaowdiaframma, che fa sì che i polmoni, avendo un basso volume, si svuotino quasi completamente.cite-ref-35[35]

Gli mwapialveoli sono altamente vascolarizzati e permettono di assorbire quasi tutto l'ossigeno presente nell'aria inspirata. mwapmT. truncatus riesce ad assorbire circa il 90% dell'ossigeno presente nei polmoni, mentre l'uomo ne assorbe solo il 20%.cite-ref-36[36]

I polmoni dei cetacei hanno la capacità di collassare quasi completamente con l'aumentare della profondità e nella maggior parte di essi il collasso completo avviene a una profondità di circa 100 metri.cite-ref-37[37] Questa caratteristica permette ai cetacei di evitare pericolosi accumuli di mwap0azoto all'interno del sangue, che potrebbe portare all'insorgenza della mwap4malattia da decompressione o alla mwap8narcosi da azoto, malattie ben note ai mwaqasubacquei. Con l'aumentare della pressione, aumenta anche la mwaqesolubilità dell'azoto presente nell'aria inspirata; durante la risalita, con la diminuzione della pressione, l'azoto torna alla forma gassosa e potrebbe formare delle pericolose bolle all'interno del sangue. Il collasso dei polmoni evita questo problema spingendo l'aria nelle vie aeree superiori (mwaqibronchi e trachea), dove non viene in contatto con il sangue.

I Cetacei sono in grado di rimanere sott'acqua senza respirare per periodi di tempo molto più lunghi di tutti gli altri mammiferi. Alcune specie, come i capodogli (mwaqqmwaquPhyseter macrocephalus), possono rimanere sott'acqua fino a poco più di due ore con una sola inspirazione d'aria. Nella tabella 2 sono messi a confronto diversi tempi d'mwaqyimmersione e le mwaqcprofondità massime raggiunte da alcuni cetacei.

| Specie | Tempo (min.) | Profondità (metri) |
|---|---|---|
| Lagenorhynchus obliquidens | 5 | 210 |
| Tursiops truncatus | 10 | 535 |
| Orcinus orca | 15 | 250 |
| Monodon monoceros | 20 | 1 000 |
| Megaptera novaeangliae | 20 | 150 |
| Eschrichtius robustus | 25 | 170 |
| Balaenoptera physalus | 30 | 500 |
| Balaenoptera musculus | 50 | 100 |
| Balaena mysticetus | 80 | 300 |
| Hyperoodon sp. | 120 | 1 000 |
| Physeter macrocephalus | 140 | 3 000 |

Apparato circolatorio

L'mwavgapparato circolatorio dei cetacei non differisce molto da quello dei mammiferi terrestri. Il mwavksangue non ossigenato viene pompato dal mwavocuore verso la mwavscircolazione polmonare per mezzo dell'mwavwarteria polmonare che arriva ai polmoni. Qui il sangue si ossigena e, per mezzo della mwav0vena polmonare, torna al cuore da dove viene immesso nella mwav4circolazione sistemica, per ritornare al cuore mediante la mwav8vena cava.

Nei mammiferi terrestri il sangue raggiunge il mwawecervello attraverso le mwawicarotidi, mentre nei Cetacei è l'mwawmarteria spinale anteriore a raggiungere la testa e irrorare il cervello.cite-ref-rommel-38-0[38]

Come in tutti i mammiferi, il cuore dei Cetacei presenta 4 cavità, due mwawkatri e due mwawoventricoli. Durante l'immersione, il cuore va incontro a mwawsbradicardia, cioè ad una riduzione della mwawwfrequenza cardiaca. Spesso la bradicardia inizia poco prima che l'animale si immerga e poco prima che inizi la risalita verso la superficie, la frequenza aumenta (mwaw0tachicardia). In mwaw4T. truncatus la frequenza cardiaca in superficie è di circa 110 mwaw8bpm e scende a circa 37 bpm durante un'immersione di circa 4 mwaxamin; nell'orca (mwaxeOrcinus orca), la frequenza in superficie è di circa mwaxi60 bpm e scenda a mwaxm30 bpm dopo più di mwaxq15 s di immersione.cite-ref-39[39] La bradicardia è accompagnata da una riduzione del flusso sanguigno verso l'mwaxkintestino, i muscoli e la pelle che permette alla mwaxopressione arteriosa di rimanere pressoché costante e fa sì che gli organi vitali, quali: cervello, mwaxsreni, mwaxwfegato e cuore, vengano ben irrorati.cite-ref-40[40] I muscoli, per assicurarsi un buon rifornimento di ossigeno durante le immersioni, presentano concentrazioni di mwayemioglobina da 3 a 10 volte superiori rispetto ai muscoli dei mammiferi terrestri. La distribuzione della mioglobina non è uniforme nei vari muscoli dell'organismo: è più abbondante nei muscoli dorsali posti vicino alla coda e nella porzione dei muscoli che si trova a più stretto contatto con le vertebre. Inoltre, i Cetacei capaci di compiere immersioni profonde presentano concentrazioni di mioglobina più elevate di quelli che vivono lungo le coste e che effettuano immersioni a minori profondità e di minore durata.cite-ref-41[41]

Il sangue dei Cetacei ha un'alta concentrazione di mwaycemoglobina per assicurare un efficiente trasporto dell'ossigeno durante le immersioni. I mammiferi terrestri presentano valori di emoglobina del sangue che vanno dagli 11 ai mwayg14 g/dl, mentre i Cetacei capaci di compiere immersioni profonde presentano valori compresi tra i 21 e i mwayk25 g/dl.cite-ref-42[42]

Apparato scheletrico

Poiché non sono deputate a sostenere il peso del corpo, le mwazcossa dei Cetacei sono relativamente leggere e spugnose. In esse è presente un'alta concentrazione di mwazggrassi, che aiuta gli animali nel mwazkgalleggiamento.

La mwazscolonna vertebrale è costituita da 4 regioni, mwazwcervicale, mwaz0toracica, mwaz4lombare e mwaz8caudale. Poiché è assente il mwa0acinto pelvico, non è presente la regione mwa0esacrale. Le mwa0ivertebre del mwa0mcollo, sempre in numero di 7,cite-ref-rovati-43-0[43] sono fuse nella maggior parte dei cetacei, fornendo stabilità durante il nuoto a scapito della flessibilità. In mwa0gTursiops truncatus sono fuse solo le prime due vertebre, mentre in mwa0kmwa0oZiphius cavirostris sono fuse le prime 4.cite-ref-rommel-38-1[38] Le vertebre toraciche variano in numero tra le diverse specie e anche tra gli individui della stessa specie; le vertebre della regione lombare sono molto più numerose di quelle dei mammiferi terrestri.cite-ref-rommel-38-2[38] Il focenoide (mwa1mmwa1qPhocoenoides dalli) presenta 29-30 vertebre lombari ed è il cetaceo che ne possiede di più, mentre il mwa1uKogia sima, con solo 2 vertebre, è la specie che ne possiede di menocite-ref-berta-44-0[44]; anche il numero delle vertebre della regione caudale varia da specie a specie: la caperea (mwa1omwa1sCaperea marginata) ne possiede 13, mentre lo zifio (mwa1wZiphius cavirostris) ne possiede 49.cite-ref-berta-44-1[44] Il numero totale delle vertebre varia da 41 a 98.cite-ref-rovati-43-1[43] La regione toracico-lombare è piuttosto rigida per la presenza di tessuto connettivo subdermico, mentre la colonna vertebrale diventa più flessibile in corrispondenza della testa e della coda, consentendo i movimenti dorso-ventrali responsabili del nuoto.cite-ref-45[45]

La mwa2ogabbia toracica è costituita da un numero variabile di mwa2scoste ed è molto flessibile, per permettere ai mwa2wpolmoni di collassare durante le immersioni profonde ed evitare l'accumulo di mwa20azoto nel mwa24sangue.cite-ref-rommel-38-3[38]

Il mwa3scranio è telescopico ed asimmetrico: le ossa mascellari e mandibolari sono allungate anteriormente a formare il rostro e negli odontoceti si allargano posteriormente per accogliere il mwa3wmelone, una massa di mwa30tessuto adiposo che si pensa svolga un ruolo nell'ecolocalizzazione; sempre negli Odontoceti, le ossa della parte destra del cranio sono più larghe di quelle della parte sinistra. Si tratta di una conseguenza del fatto che la parte destra si è specializzata nella produzione del suono, mentre la sinistra nella respirazione.cite-ref-46[46]

Essendo derivato da quello dei mammiferi terrestri, l'arto anteriore dei cetacei è costituito dalle stesse ossa, mwa4momero, mwa4qradio e mwa4uulna. Queste ossa, però, sono più corte e più piatte di quelle dei mammiferi terrestri e inoltre ulna e radio sono più lunghe dell'omero.cite-ref-47[47] Tutti i cetacei presentano un certo grado di iperfalangiacite-ref-48[48] che riguarda principalmente le mwa44dita centrali. Il maggior numero di mwa48falangi sono possedute dai globicefali (mwa5amwa5eGlobicephala sp.): da 3 a 4 nel primo dito, da 9 a 14 nel secondo e da 9 a 11 nel terzo.cite-ref-49[49]

Apparato digerente

La straordinaria lunghezza del mwa5gtratto digestivo dei cetacei può essere dovuta alla grande taglia di questi animali o al fatto che li aiuti nel mantenimento del bilancio idrico. Non vi è correlazione tra la lunghezza del sistema digerente e i tipi di prede da digerire.cite-ref-annalisa-50-0[50]

L'mwa54esofago è una struttura tubulare, lunga e dalle pareti spesse, in cui sono presenti delle mwa58cellule mucipare che secernono un liquido lubrificante, il mwa6amuco, per agevolare il passaggio del cibo.

Lo mwa6istomaco è diviso in più camere, come nei mwa6mruminanti. Mentre questi ne hanno 4, nei cetacei ne sono presenti 3,

• stomaco anteriore o prestomaco, mwa6yomologo a mwa6crumine, mwa6greticolo e mwa6komaso dei ruminanti;
• stomaco principale, omologo all'mwa6sabomaso;
• stomaco posteriore o pilorico, equivalente alla regione pilorica dell'abomaso.

Lo stomaco anteriore, che non presenta mwa64ghiandole, è dotato di una robusta muscolatura e contiene al suo interno ossa e piccole pietre per sminuzzare il cibo. Sono presenti anche dei mwa68batteri mwa7aanaerobi che aiutano l'animale nella digestione del cibo mediante la mwa7efermentazione batterica, così come avviene nel rumine. Lo stomaco medio presenta delle mwa7ighiandole gastriche che secernono mwa7mpepsina, mwa7qlipasi e mwa7uacido cloridrico. La digestione gastrica prosegue nello stomaco posteriore, le cui pareti sono ricche di cellule mucipare. Attraverso il mwa7ypiloro il cibo digerito passa nel mwa7cduodeno, la prima parte dell'mwa7gintestino, dove avviene l'assorbimento delle sostanze nutritive.

I Cetacei sono privi di mwa7oappendice e la sua funzione di filtro potrebbe essere svolta da un complesso di organi mwa7slinfatici noti come mwa7wtonsille anali. Non è ancora chiaro se queste tonsille siano presenti in tutti i cetacei, ciò che è certo è che sono molto sviluppate nei tursiopi (mwa70T. truncatus).cite-ref-51[51]

Il mwa8mfegato può essere bilobato o trilobato ed è assente la mwa8qcistifellea. Il mwa8upancreas ha forma allungata, è collegato all'intestino per mezzo del mwa8ydotto pancreatico ed è generalmente più grande nelle femmine.cite-ref-52[52]

Denti e fanoni

La principale caratteristica che distingue gli Odontoceti dai Misticeti è la presenza dei mwa9ydenti nei primi e dei mwa9cfanoni nei secondi.

Forma, numero e dimensione dei denti degli odontoceti variano da specie a specie, ma tutti sono caratterizzati dall'essere omodonti e monofiodonti.cite-ref-53[53] Il numero dei denti può variare anche all'interno della stessa specie: nei capodogli (mwa90mwa94Physeter macrocephalus), nei delfini comuni (mwa98mwa-aDelphinus delphis) e nei globicefali (mwa-emwa-iGlobicephala sp.) il numero di denti varia da 6 a 18.cite-ref-54[54] Alcuni odontoceti, come i capodogli, presentano i denti solo nella mwa-cmandibola, mentre alcuni zifidi (mwa-gZiphiidae) presentano un solo dente in ogni emimandibola. Anche la forma dei denti varia tra le diverse famiglie. I delfinidi (Delphinidae), per esempio, presentano dei denti conici ed arcuati, mentre nei focenidi (mwa-kPhocoenidae) i denti sono appiattiti. I maschi dei narvali (mwa-omwa-sMonodon monoceros) sono ben noti per il possedere una mwa-wzanna avvolta a mwa-0spirale, ad avvolgimento sinistrorso, che probabilmente ha dato origine al mwa-4mito dell'mwa-8unicorno. La sua funzione non è ben nota, si pensa che i maschi la utilizzino per i combattimenti intraspecifici per le femmine.cite-ref-annalisa-50-1[50]

I fanoni sono delle strutture filamentose mwa-ucheratiniche che si estendono dalla mascella dei Misticeti. Si accrescono dalla loro parte basale e sono continuamente erosi dall'azione della mwa-ylingua e per l'abrasione dovuta alle prede. Vengono usati da mwa-cbalene e mwa-gbalenottere come un filtro che intrappola piccoli pesci, mwa-korganismi planctonici e mwa-okrill. La lunghezza dei fanoni varia tra le varie specie. I più lunghi sono posseduti dalle balene franche (mwa-sBalaenidae), in cui possono raggiungere la lunghezza di 3 m, mentre i più corti sono quelli delle balena grigia (mwa-wmwa-0Eschrichtius robustus), in cui non superano i mwa-450 cm.cite-ref-55[55]

Apparato genitale e riproduzione

L'mwbasapparato genitale dei Cetacei non si discosta di molto dalla tipica struttura di quello dei mammiferi terrestri, ma sono presenti degli adattamenti che riguardano soprattutto i genitali esterni e le mwbawghiandole mammarie, nascosti all'interno di mwba0tasche genitali per favorire l'idrodinamicità.

Nelle femmine, le mwba8ovaie si trovano all'interno della cavità mwbbaaddominale. Nei Misticeti sono ovali, allungate e convolute, mentre negli Odontoceti sono sferiche e lisce. Nei Misticeti è possibile stabilire il numero di mwbbeovulazioni avvenute nel passato osservando e contando i mwbbimwbbmcorpora albicans, delle mwbbqcicatrici che restano nell'ovaia dopo la degenerazione del mwbbucorpo luteo, se l'mwbbyovulo non viene mwbbcfecondato. Nei mammiferi terrestri queste cicatrici non sono persistenti, mentre nei Misticeti restano a vita. Negli Odontoceti solitamente l'ovaia sinistra è più sviluppata e funzionale della destra, mentre ciò non avviene nei Misticeti, nei quali entrambe le mwbbgovaie sono pienamente funzionanti. La mwbbkvagina è lunga e nascosta all'interno di una tasca genitale, che comprende anche l'mwbboorifizio anale. Anche le ghiandole mammarie, lunghe ed appiattite, sono nascoste all'interno di tasche, dette mwbbsfessure mammarie e poste ai lati della vagina.

Diversamente dai mammiferi terrestri, i mwbb0testicoli dei maschi non sono esterni, ma sono situati all'interno della cavità addominale, vicino ai reni. Sono di forma cilindrica e, osservati in sezione trasversale, sono ovali o circolari. Il peso di questi organi in rapporto al peso corporeo è tra i più alti di tutto il regno animale. I due testicoli delle balene franche insieme possono raggiungere il peso di mwbb4900 kg, corrispondenti a circa il 10% della massa corporea dell'animale.cite-ref-marine2-56-0[56] Anche il mwbcmpene, quando non è eretto, è completamente nascosto all'interno della tasca genitale. L'erezione è dovuta alla muscolatura e non alla mwbcqvasodilatazione dei vasi sanguigni dei mwbcucorpi cavernosi come in tutti gli altri mammiferi. Il pene dei misticeti più grandi può raggiungere la lunghezza di circa mwbcy3 m e il mwbccdiametro di mwbcg30 cm.cite-ref-marine2-56-1[56]

Generalmente la copulazione avviene pancia a pancia ed è molto rapida.

Negli Odontoceti la mwbc8gestazione dura da 7 a 17 mesi e vi è una correlazione tra la grandezza del corpo dell'animale e la durata della gravidanza, il tasso di accrescimento del mwbdafeto e il peso alla nascita del mwbdecucciolo. Animali più grandi, come le orche o i globicefali, hanno tempi di gestazione maggiori.cite-ref-57[57] In molti Misticeti, nonostante le grandi dimensioni corporee, i tempi di gestazione sono inferiori rispetto a quelli di molti Odontoceti. La gravidanza infatti dura dai 10 ai 13 mesi.cite-ref-58[58] Ciò si spiega con le lunghe migrazioni annuali compiute dai misticeti dalle aree in cui si nutrono a quelle in cui si riproducono, difficilmente compatibili con durate della gestazione superiori a un anno.

Termoregolazione

Come tutti i mammiferi, i cetacei sono animali mwbdwomeotermi e quindi hanno la necessità di mantenere costante la mwbd0temperatura corporea.

L'acqua ha una mwbd8conducibilità termica elevata, che si traduce in un tasso di trasferimento del mwbeacalore superiore di circa 24 volte rispetto a quello dell'ariacite-ref-59[59] e quindi, complice anche la mancanza dei peli, questi animali hanno dovuto sviluppare dei meccanismi efficaci per assicurare la mwbeutermoregolazione. Un importante ruolo viene svolto dallo spesso strato di grasso e tessuto connettivo presente sotto la pelle, a livello dell'ipoderma. Questo pannicolo adiposo funziona come un mwbeyisolante termico, che evita la dispersione del calore in modo molto efficiente. In alcuni odontoceti, come Delphinidae e Phocoenidae, questo strato di grasso presenta delle variazioni stagionali nello spessore. Durante le stagioni calde, quando aumenta la mwbectemperatura dell'acqua, il pannicolo diminuisce di volume, per aumentare poi nelle stagioni fredde. La quantità e il tipo di lipidi presenti all'interno del pannicolo influenzano la capacità isolante dello stesso. Il pannicolo della focena comune (mwbegmwbekPhocoena phocoena) è costituito per circa l'80% da grassi, mentre nella stenella maculata atlantica (mwbeomwbesStenella frontalis) sono presenti solo il 55% di grassi. Questa differenza porta al risultato che il pannicolo adiposo della focena ha una capacità isolante 4 volte superiore rispetto a quello della stenella.cite-ref-60[60]

Nella pinna dorsale e nei lobi della pinna caudale è presente una fitta rete superficiale di mwbfecapillari sanguigni chiamata mwbfimwbfmrete mirabile, che dà un importante contributo alla termoregolazione agendo come uno mwbfqmwbfuscambiatore di calore mwbfycontrocorrente. Il calore passa infatti dalle arterie, che trasportano sangue più caldo proveniente dall'interno del corpo, ai capillari venosi della rete che le circondano, nei quali scorre nel verso opposto il sangue che è stato raffreddato dall'acqua esterna.cite-ref-61[61]

Osmoregolazione

Vivendo in un ambiente mwbf0iperosmotico, cioè con una concentrazione di mwbf4ioni superiore a quella dei fluidi corporei, i cetacei (tranne i mwbf8delfini di fiume) devono evitare la disidratazione dovuta a fenomeni di mwbgaosmosi.

I principali organi deputati al mantenimento del bilancio idrico sono i mwbgireni. Nei Cetacei questi organi sono costituiti da un grande numero di piccoli lobi, chiamati mwbgmrenicoli e sono simili ai reni di mwbgqorsi e mwbguotarie. Un singolo renicolo è costituito da una regione mwbgymidollare e una mwbgccorticale. Sebbene l'anatomia del rene di un cetaceo possa consentirgli di produrre un'mwbggurina molto concentrata, è stato dimostrato che ciò non avviene. L'urina prodotta da questi animali è solo leggermente più concentrata di quella prodotta dalla maggior parte dei mammiferi terrestri.cite-ref-ortiz-62-0[62] È stato ipotizzato che la disidratazione stimoli l'aumento della produzione metabolica dell'acqua per mezzo dell'mwbg0ossidazione dei grassi e che l'acqua in eccesso venga poi espulsa dai reni, diluendo l'urina.

Alcuni delfinidi, come i delfini comuni (mwbg8mwbhaDelphinus delphis) e i tursiopi, sono in grado di bere l'acqua del mare, ma si tratta di eccezioni. Generalmente, infatti, i cetacei non bevono, ma assorbono l'acqua presente nei cibi o la ricavano attraverso le mwbhevie metaboliche di degradazione di mwbhicarboidrati, mwbhmproteine e mwbhqlipidi.cite-ref-63[63]

Durata della vita

La maggior parte dei cetacei può vivere per circa 20-30 anni, ma alcuni superano abbondantemente questa età. Una mwbhsmwbhwBalaenoptera physalus ha raggiunto i 116 anni,cite-ref-64[64] mentre uno studio del mwbie1999 ha rivelato come diversi esemplari di mwbiimwbimBalaena mysticetus raggiungano e superino i 100 anni.cite-ref-65[65]

Distribuzione ed habitat

I cetacei sono diffusi in tutti i mari e mwbiooceani del mwbismondo e alcune specie abitano mwbiwlaghi e mwbi0fiumi in mwbi4Nordamerica, mwbi8Sudamerica e mwbjaAsia. Alcune specie, come per esempio le orche (mwbjeOrcinus orca) sono cosmopolite, altre sono diffuse in ampie mwbjiaree geografiche ma non sono presenti in tutte le acque del mondo ed altre ancora vivono in aree più ristrette. È questo il caso, per esempio, della mwbjmmwbjqPhocoena sinus, mwbjuendemica della parte settentrionale del mwbjyGolfo di California.cite-ref-66[66]

Alcuni cetacei vivono vicino alle mwbjwcoste, in quella che viene definita mwbj0mwbj4provincia neritica, altri vivono in mare aperto, nella mwbj8mwbkaprovincia oceanica e alcune specie, come mwbkemwbkiTursiops truncatus, presentano mwbkmpopolazioni diverse che vivono o in una o nell'altra provincia. Inoltre alcuni cetacei vivono in prossimità di estuari di fiumi e altri nuotano nelle mwbkqacque dolci.

Biologia

Migrazioni

Molti misticeti compiono delle mwbkgmigrazioni da zone in cui si cibano (mwbkkfeeding zone) a quelle in cui si riproducono (mwbkobreeding zone). È questo il caso delle megattere (mwbksmwbkwMegaptera novaeangliae), che in estate nuotano e si nutrono nei mari delle mwbk0regioni polari, abbondanti di mwbk4krill, per poi migrare verso l'mwbk8equatore in inverno, dove avviene l'accoppiamento e il mwblaparto delle femmine mwblegravide.cite-ref-67[67] Secondo Corkeron e Connor, i misticeti migrano, oltre che per la ricerca del cibo e per partorire in acqua calme, anche per proteggere i mwblycuccioli dagli attacchi delle orche. Questi predatori, infatti, sono più abbondanti alle alte mwblclatitudini e non seguono le balene nelle loro migrazioni poiché si allontanerebbero troppo dalle zone in cui si trovano le loro prede principali, i mwblgpinnipedi.cite-ref-68[68]

Tra gli odontoceti, le specie più piccole, come la mwbl4Stenella coeruleoalba, compiono delle piccole migrazioni, spostandosi dalla costa al mare aperto alla ricerca del cibo, mentre le specie più grandi, come i capodogli (mwbl8mwbmaPhyseter macrocephalus), sono in grado di effettuare spostamenti di maggiore portata.

Non si conoscono ancora bene i meccanismi attraverso cui i cetacei riescono a trovare le rotte migratorie. Si pensa che possano basarsi sul mwbmicampo geomagnetico, sulla posizione del mwbmmsole, sulle mwbmqcorrenti marine o sulla localizzazione della provenienza di mwbmusuoni a bassissima mwbmyfrequenza.cite-ref-69[69]

Cibo e alimentazione

Tutti i Cetacei sono organismi mwbm0predatori e si trovano al vertice della mwbm4catena alimentare. Sono pochi i nemici naturali di questi animali e il più pericoloso è sicuramente l'mwbm8uomo. I misticeti si nutrono generalmente di piccoli organismi planctonici e di piccoli pesci, mentre gli odontoceti predano organismi di dimensioni maggiori, come mwbnacefalopodi, soprattutto calamari (mwbneTeuthida) e pesci. Le orche, uniche tra i Cetacei, si cibano anche di mammiferi marini, quali otarie (mwbniOtariidae) e focene (Phocoenidae). Da ciò deriva il nome comune mwbnminglese di questi animali, mwbnqKiller Whale, balena assassina.

Strategie alimentari dei Misticeti

Nei Misticeti sono presenti tre diversi tipi di strategie alimentari. I Balenidi e i Neobalenidi (mwbn0Neobalaenidae) si nutrono nuotando lentamente nelle acque superficiali tenendo la mwbn4bocca aperta. In questo modo viene filtrata una grande quantità di acqua e ingenti quantità di piccoli mwbn8copepodi rimangono intrappolati nei lunghi fanoni. Le balenottere (mwboaBalaenopteridae) presentano una grande apertura buccale e un gran numero di pieghe, chiamate mwboesolchi golari, nella regione ventrale della bocca e della mwboigola, che hanno la funzione di aumentare il mwbomvolume di acqua che può essere contenuto all'interno della bocca. La bocca della balenottera azzurra può contenere circa mwboq70 t di acqua, pari a circa il 70% del peso corporeo dell'animale.cite-ref-70[70] I movimenti della lingua creano una pressione negativa che risucchia l'acqua e le prede in essa contenute all'interno della bocca. Successivamente questa si richiude e la lingua spinge l'acqua e le prede, principalmente mwbokkrill, verso i fanoni. L'acqua viene espulsa all'esterno, mentre le prede rimangono intrappolate e poi ingerite. Le megattere (mwboomwbosMegaptera novaeangliae) spesso formano delle associazioni per cacciare e utilizzano un particolare sistema di caccia, detto mwbowbubble-feeding. Quando questi animali cacciano piccoli pesci di branco come le aringhe (mwbo0mwbo4Clupea harengus), un membro del gruppo forma una serie di bolle prodotte dall'aria espirata dallo sfiatatoio. Le altre balene nuotano al di sotto del branco dei pesci e li spingono verso le bolle, che formano una sorta di rete. Sembra che questa rete confonda le prede, che si compattano a formare una struttura sferica che le rende più facilmente catturabili. A questo punto le balene attaccano i pesci dal basso, ingoiandone grandi quantità. Per facilitare l'esecuzione di queste manovre e coordinarsi l'una con l'altra, le megattere comunicano tra loro emettendo una serie di richiami acustici. Le balene grigie (mwbo8mwbpaEschrichtius robustus) si nutrono di piccoli mwbpecrostacei che vivono all'interno dei sedimenti del fondale. Queste balene nuotano con il dorso rivolto verso il basso e usano la lingua per "dragare" il fondo, ingerendo acqua e sedimenti, che vengono poi spinti dalla lingua verso i fanoni ed espulsi, mentre le prede restano intrappolate e quindi vengono ingerite.

Strategie alimentari degli Odontoceti ed ecolocalizzazione

Gli Odontoceti si nutrono di prede più grandi rispetto a quelle dei Misticeti e utilizzano tutti il sistema dell'mwbpuecolocalizzazione per individuarle. Questi animali producono una serie di suoni ad alta frequenza, detti mwbpyclick, che vengono diretti nella direzione in cui punta la testa. Quando i mwbpcclick raggiungono una preda, rimbalzano e tornano indietro. L'eco di ritorno viene recepita dalla mwbpgmandibola, che trasmette le vibrazioni all'mwbpkorecchio per mezzo di una sostanza oleosa. I mwbpoclick sono generati da tre sacche aeree poste nella testa dell'animale e vengono amplificati dal mwbpsmelone.

I suoni vengono usati anche per stordire le prede, soprattutto pesci clupeidi (mwbp0Clupeidae) come le aringhe (mwbp4mwbp8Clupea harengus), che hanno evoluto la capacità di percepire gli mwbqaultrasuoni e quindi sono in grado di sfuggire alla cattura riuscendo ad identificare i suoni dell'ecolocalizzazione. Per evitare che ciò accada alcuni Odontoceti producono dei suoni detti mwbqebang, che possono raggiungere i mwbqi256 dB e che disorientano e stordiscono i pesci. I mwbqmbang vengono prodotti con lo stesso meccanismo dell'ecolocalizzazione, ma alcune specie li producono anche mediante la chiusura rapida delle mascelle.cite-ref-71[71]

Mentre i Misticeti si nutrono prevalentemente in acque superficiali, molti Odontoceti si spingono più in profondità. I capodogli e gli zifidi si immergono a profondità molto elevate per cacciare e nutrirsi di calamari e i primi sono noti per essere predatori dei calamari giganti (mwbqkmwbqoArchiteuthis).cite-ref-72[72] Le orche sono in grado di cacciare animali più grandi di loro, adottando tattiche consistenti nel circondare la preda e nella divisione dei compiti tra i vari membri del mwbq8pod durante l'attacco. Le orche che vivono in mwbraPatagonia utilizzano un metodo di caccia, detto mwbrespiaggiamento volontario, che consiste nel cacciare le otarie direttamente sulla spiaggia, avendo sviluppato una tecnica efficace per poter poi ritornare in mare. Questa tecnica non è innata, ma viene insegnata dalle madri ai cuccioli. Alcuni tursiopi che vivono nella mwbriShark Bay, in mwbrmAustralia, utilizzano una tecnica di caccia simile per la cattura dei pesci di cui si nutrono: circondano i pesci e li spingono verso la costa fino a farli spiaggiare, in modo che siano più facilmente catturabili.cite-ref-73[73]

Comportamenti sociali

Formazione di gruppi

Molti Cetacei si associano e formano dei mwbsebranchi costituiti da un numero variabile di individui. Le associazioni si possono formare a scopo difensivo, per attuare tecniche di caccia più efficaci, ma soprattutto per motivi riproduttivi.

I Misticeti generalmente non formano gruppi numerosi e spesso il massimo livello di organizzazione sociale è costituito dall'associazione temporanea di una femmina con il proprio cucciolo. Un'eccezione è costituita dalle megattere, che possono formare delle associazioni per cacciare mediante la tecnica del mwbsmbubble feeding, già descritta precedentemente.

Più complessi e articolati sono i comportamenti sociali degli Odontoceti. Molte specie formano delle associazioni a lungo termine, più o meno complesse, chiamate scuole (mwbsuschool) o mwbsymwbscpod nel caso delle orche. Le scuole possono essere costituite anche da migliaia di individui e in alcuni casi possono essere formate da associazioni tra specie diverse. Le stenelle striate (mwbsgmwbskStenella coeruleoalba), per esempio, possono formare delle associazioni interspecifiche con altri Odontoceti quali delfini comuni (mwbsomwbssDelphinus delphis) e grampi (mwbswmwbs0Grampus griseus).cite-ref-74[74]

Le strutture sociali degli Odontoceti sono generalmente dominate da associazioni tra individui di sesso femminile, cui poi si uniscono i maschi al momento della riproduzione. Non sono infrequenti i combattimenti tra i maschi per la conquista delle femmine, come è testimoniato dalla presenza di cicatrici lasciate sulla pelle dai denti dei conspecifici. Spesso, come avviene nei tursiopi della Shark Bay in Australia, i maschi possono formare delle piccole coalizioni, dette mwbtoalleanze, che combattono con altre alleanze, possono "rubare" le femmine di una scuola e costringerle all'accoppiamento forzato.cite-ref-75[75] Le stenelle dal lungo rostro (mwbt8mwbuaStenella longirostris) si associano in scuole formate da circa 100 individui. All'interno della scuola si formano delle sotto-associazioni di circa 12 individui, che nuotano in modo sincronizzato in una formazione a forma di V, simile a quella che si osserva nelle mwbueoche in volo.

I mwbumpod delle orche sono associazioni mwbuqmatriarcali guidate dalla femmina matura più anziana e costituite da almeno un maschio, dai cuccioli e da altre femmine. I maschi che nascono in un mwbuupod crescendo continuano a farne parte, ma si accoppiano solo con individui appartenenti a mwbuypod diversi. I membri del mwbucpod comunicano tra di loro per mezzo di un mwbugdialetto che varia da associazione ad associazione e che viene insegnato alle nuove generazioni.

I capodogli formano associazioni simili ai mwbuopod, chiamate mwbusunità, nelle quali i maschi non rimangono con le femmine e i cuccioli, ma all'età di circa 5 anni intraprendono un lungo viaggio verso latitudini maggiori, dove trovano maggiore disponibilità di cibo, per completare lo sviluppo. Successivamente si spostano da un'unità all'altra per accoppiarsi con un maggior numero di femmine.cite-ref-76[76]

Comunicazione

Il principale mezzo con cui i Cetacei comunicano è costituito dalla produzione di suoni. Un ruolo importante nella comunicazione è svolto anche dal linguaggio del corpo e dalle sensazioni tattili.

Comunicazioni vocali

Gli Odontoceti, oltre ai mwbvwclick prodotti per l'ecolocalizzazione, producono anche dei suoni a basse frequenze, i fischi (mwbv0whistle) e i mwbv4bark, che sono simili all'abbaiare di un cane. Questi suoni svolgono un ruolo importante nella comunicazione. Alcuni delfini, come il tursiope, emettono dei fischi caratteristici, detti mwbv8fischi firma (mwbwasignature whistle), che identificano un singolo esemplare. A differenza degli altri delfinidi, le orche non possiedono un mwbwesignature whistle, ma emettono dei fischi che sono esclusivi di un singolo mwbwipod. Questi cetacei comunicano all'interno del loro gruppo producendo una serie di richiami ripetitivi che costituiscono un vero e proprio mwbwmdialetto, che viene insegnato alle generazioni successive e che rende più efficienti le comunicazioni vocali all'interno del gruppo. Spesso questi richiami vengono utilizzati dalle orche per coordinarsi durante le battute di caccia.

I capodogli utilizzano i mwbwuclick usati per l'ecolocalizzazione anche per comunicare tra loro, producendo una serie di 3-30 mwbwyclick della durata complessiva di circa mwbwc2 s, chiamata mwbwgcoda. Ogni individuo emette una propria coda caratteristica e quindi anche le code di mwbwkclick possono essere utilizzate dai cetacei per il riconoscimento individuale.

I Misticeti sono in grado di emettere suoni a bassa frequenza che possono essere uditi anche a distanze considerevoli. Le megattere producono suoni a frequenza variabile, che formano dei veri e propri mwbwscanti. Ogni canto dura da 7 a 30 minuti e poi viene ripetuto. Non vi è una pausa tra un canto e l'altro, quindi ogni megattera può cantare per diverse ore.cite-ref-77[77] Ogni canto è costituito da una serie di temi, frasi e sottofrasi e vi sono delle differenze tra i canti delle megattere che vivono nel nord mwbxaAtlantico, quelle del nord mwbxePacifico e quelle che vivono nell'mwbxiemisfero australe.cite-ref-78[78] I canti delle megattere svolgono un ruolo importante nella riproduzione: è stato dimostrato che a cantare sono solo i maschi adulti (un po' come avviene negli mwbxcuccelli) che mediante i canti comunicano la loro disponibilità all'accoppiamento con le femmine e la propria posizione.cite-ref-79[79] Oltre alle megattere, altri misticeti sono in grado di "cantare", ma con canti molto meno complessi. La balena della Groenlandia (mwbxwmwbx0Balaena mysticetus) esegue canti composti da pochi suoni che si ripetono più volte.cite-ref-80[80]

Comunicazioni tattili

I Cetacei possiedono un grande numero di terminazioni tattili su tutto il corpo. Si pensa che le parti più sensibili di questi animali siano i mwbyqflipper, le zone genitali e la testa, che possiedono una sensibilità paragonabile a quella presente nelle mwbyulabbra dell'uomo.cite-ref-tyack-81-0[81] Molti cetacei si strofinano o si accarezzano gli uni con gli altri, utilizzando le pinne pettorali. Questo comportamento potrebbe servire a rafforzare i legami sociali tra gli appartenenti a una stessa scuola e quindi potrebbe avere lo stesso ruolo del mwbyomwbysgrooming per i Primati.

Anche il sesso potrebbe svolgere lo stesso ruolo di rafforzamento dei legami tra due individui. I cetacei sono tra i pochi animali ad accoppiarsi per scopi diversi dalla riproduzione. Sono stati osservati rapporti sessuali tra individui non sessualmente maturi e i cuccioli dopo poche settimane dalla nascita tentano di accoppiarsi con la madre.cite-ref-tyack-81-1[81]

Linguaggio del corpo

Sebbene non ben sviluppata come l'udito, anche la vista è un senso molto importante per i cetacei. Molti di essi riescono a comunicare mediante una serie di movimenti del capo, sbattendo con forza le mascelle e aprendo la bocca, comportamenti che in genere indicano ostilità nei confronti di altri individui. Alcuni delfini producono bolle sott'acqua espirando aria dalla sfiatatoio in sincronia con l'emissione dei mwbzmsignature whistle, probabilmente per aiutare i conspecifici a identificare chi sta "parlando". Anche la colorazione del corpo può essere utile per l'identificazione. Le megattere presentano una colorazione che varia da individuo a individuo. Quando questi Cetacei nuotano uno a fianco all'altro, possono riconoscersi facilmente con uno sguardo; nelle stenelle la colorazione cambia con l'età, permettendo a questi animali di stabilire l'età di un loro conspecifico.cite-ref-82[82]

Comportamenti di superficie

Tutti i Cetacei effettuano sulla superficie dell'acqua una serie di acrobazie e salti, il cui significato non è ancora del tutto chiaro. Alcuni di questi comportamenti potrebbero aiutare gli animali a liberarsi dai mwbzsparassiti, ma non è escluso che si tratti di giochi o che svolgano un ruolo nella socializzazione.

Tra i comportamenti principali vi sono:

• mwbz8mwbaabreaching: consiste nel saltare completamente o parzialmente fuori dall'acqua. È uno dei comportamenti più spettacolari;
• mwbaimwbamspyhopping: consiste nel mantenere la testa fuori dall'acqua fino agli occhi e girare su stessi.
• mwbaumwbaylobtailing (o mwbactailslapping) e mwbagflipperslapping: consistono nello sbattere rispettivamente coda e pinne pettorali sulla superficie dell'acqua, provocando un forte rumore;
• mwbaofluke-up: consiste nel mantenere la coda perpendicolare alla superficie del mare. È tipico dei capodogli.
• mwbawmwba0logging: consiste nel restare immobili sulla superficie dell'acqua. Viene utilizzato per riposare o per respirare prima di un'immersione profonda.
• mwba8mwbbabowriding: è tipico dei delfini e consiste nel "cavalcare" le onde lasciate dalle mwbbeprue delle imbarcazioni o dalle grandi balene quando nuotano in superficie.
• mwbbmmwbbqporpoising: tipico anch'esso dei delfini, consiste nell'effettuare salti lunghi e bassi fuori dall'acqua mentre nuotano velocemente.
• mwbbymwbbctailspinning: consiste nel "camminare" con la coda sull'acqua all'indietro. È molto sfruttato nei delfinari.

Rapporti con l'uomo

Per i mwbcegreci i delfini erano legati al culto di mwbciApollo e l'mwbcmOracolo di Delfi deve il suo nome proprio a questo animale: dopo aver scontato una pena presso mwbcqAdmeto per aver ucciso mwbcuPitone, il guardiano dell'oracolo, Apollo tornò a mwbcyDelfi sotto forma di delfino. Sempre in Grecia, erano molte le città che coniavano mwbccmonete sulle quali erano raffigurati delfini. Tra queste vi era mwbcgTaranto, fondata secondo la mwbckmitologia da mwbcoTaras, che giunse nella città sul dorso di un delfino. Plinio racconta di come i delfini sorvegliassero dalla riva i bagnanti per evitare che annegassero e che presso mwbcsNîmes, in mwbcwProvenza, i delfini accorrevano alle richieste di soccorso dei pescatori affinché li aiutassero nella pesca. Questi due miti potrebbero avere un fondo di verità. Anche oggi sono note storie di delfini che hanno salvato esseri umani dall'annegamentocite-ref-83[83] e alcuni tursiopi presso mwbdeLaguna, in mwbdiBrasile, cooperano con i pescatori per catturare i pesci ed entrambe le specie traggono vantaggio da questa interazione.cite-ref-84[84]

I Cetacei sono stati spesso protagonisti di opere mwbeqletterarie, di mwbeufilm e di mwbeyserie televisive. Famosissimo è il mwbecromanzo di mwbegHerman Melville mwbekmwbeoMoby Dick, che narra del viaggio della mwbesbaleniera mwbewPequod alla ricerca della mwbe0balena bianca, che in realtà era un capodoglio. Altrettanto famoso è mwbe4Flipper, un tursiope protagonista di film e serie televisive, così come mwbe8mwbfaFree Willy - Un amico da salvare, un film del mwbfe1993 che narra la storia dell'amicizia di un bambino con un'orca, sottratta ai suoi genitori e addestrata per i delfinari.

Negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo l'attività del mwbfmmwbfqwhale watching, cioè l'osservazione in natura dei Cetacei. Questa attività è importante per il mwbfuturismo, per la ricerca scientifica e per la conservazione di questi animali. Si stima che dal mwbfy1991 il numero delle persone che vi partecipano è cresciuto di circa il 12% all'anno e si pensa che questa percentuale possa continuare a crescere in futuro.cite-ref-85[85] Anche se il whale watching può essere organizzato individualmente, esso è principalmente un'attività commerciale che coinvolge circa 87 mwbfsPaesi e genera un giro di affari di circa un mwbfwmiliardo di mwbf0dollari all'anno.cite-ref-86[86] In Italia le specie che sono oggetto del mwbgiwhale watching sono: tursiopi, mwbgmstenelle striate, mwbgqgrampi, globicefali, mwbgubalenottere minori, capodogli e zifii. Nel Mediterraneo il mwbgywhale watching ha contribuito alla firma di un accordo tra mwbgcFrancia, Italia e mwbggMonaco per l'istituzione del mwbgksantuario Pelagos, un'mwbgoarea marina protetta nel tratto di mare compreso tra: mwbgsLiguria, mwbgwToscana, mwbg0Corsica e mwbg4Francia.cite-ref-87[87]

Status e conservazione

Secondo la mwbhured list dell'mwbhyIUCN 14 specie di cetacei sono fortemente minacciate di mwbhcestinzione.cite-ref-88[88] Di queste, 2 sono classificate come mwbhwin pericolo critico: il lipote (mwbh0mwbh4Lipotes vexillifer)cite-ref-89[89] e la focena del golfo di California (mwbimmwbiqPhocoena sinus).cite-ref-90[90] Nonostante l'IUCN consideri il lipote ancora mwbikin pericolo critico, una spedizione di ricerca nel fiume mwbioYangtze in mwbisCina del dicembre del mwbiw2006, ha portato un gruppo di ricercatori a dichiarare il lipote formalmente estinto. Secondo questi ricercatori si tratterebbe della prima estinzione in assoluto di un cetaceo e della prima estinzione di un animale del peso superiore ai mwbi0100 kg avvenuta negli ultimi 50 anni.cite-ref-91[91] Il 29 agosto del mwbji2007, però, un turista ha filmato un grande delfino che nuotava nelle acque dello mwbjmYangtze. Gli esperti hanno stabilito che si trattava di un lipote, dando nuove speranze sulla sopravvivenza della specie, la cui situazione resta comunque critica.cite-ref-92[92]

Secondo il mwbjkCITES, all'Appendice I sono assegnate tutte le specie protette dalla moratoria sulla mwbjocaccia alla balena dell'mwbjsIWC del mwbjw1986. Commercio e cattura di queste specie sono quindi vietati. Tutti gli altri cetacei sono assegnati all'Appendice II e quindi il commercio e la cattura sono possibili solo se compatibili con la sopravvivenza degli animali.cite-ref-93[93]

Le principali minacce per i Cetacei sono:

• la mwbkqcaccia alla balena,
• le catture accidentali,
• l'mwbkcinquinamento delle acque,
• la competizione con i mwbkkpescatori,
• le collisioni con le grandi imbarcazioni,
• l'insorgenza di mwbkwmalattie,
• le catture per i mwbk4delfinari e i mwbk8giardini zoologici acquatici,
• la distruzione degli mwblehabitat.

Nel Mediterraneo e nel mwblmMar Nero i Cetacei sono protetti dall'accordo per la Conservazione dei Cetacei del Mar Nero, del Mediterraneo e delle zone Atlantiche adiacenti (ACCOBAMS),cite-ref-94[94], recepito in Italia dalla L. 10 febbraio 2005, n. 27, in materia di "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mediterraneo e dell'area atlantica contigua, con annessi ed Atto Finale, fatto a Monaco il 24 novembre 1996"cite-ref-95[95]

Caccia

La caccia ai Cetacei, soprattutto a quelli di grandi dimensioni, ha origini antichissime. Già nel mwbmyNeolitico, circa mwbmc6 000 anni fa, alcune popolazioni del nord Europa cacciavano questi animali e se ne cibavano. Un forte incremento nel numero di esemplari cacciati si ebbe nel mwbmgXVI e nel mwbmkXIX secolo. Tra i prodotti ricavati dalle balene, i più importanti commercialmente erano: il mwbmograsso, convertito in olio per le lampade; i mwbmsfanoni, utilizzati per la fabbricazione di corsetti; lo mwbmwspermaceti del capodoglio, utilizzato per farne mwbm0profumi. Oggi invece i Cetacei sono cacciati soprattutto per la carne, molto apprezzata in mwbm4Islanda, mwbm8Norvegia e mwbnaGiappone.

La caccia ha portato negli anni a una drastica riduzione nel numero delle popolazioni. Le prime ad essere minacciate sono state le specie più facilmente catturabili, come i capodogli, le megattere, le balene grigie e le balene franche (mwbniBalaenidae); successivamente, con lo sviluppo di arpioni sempre più efficienti, ad essere minacciate sono state anche le balenottere azzurre, le balenottere boreali (mwbnmmwbnqBalaenoptera borealis) e le balenottere minori (mwbnumwbnyBalaenoptera physalus).

Anche i Cetacei di minori dimensioni, come i delfini sono stati e sono tuttora oggetto di caccia. In Giappone, vengono effettuate delle vere e proprie mwbngmattanze che, oltre a suscitare l'indignazione dell'opinione pubblica occidentale,cite-ref-96[96] hanno portato al rapido declino delle popolazioni di stenelle striate (mwbn0mwbn4Stenella coeruleoalba), spostando l'attenzione dei pescatori locali verso le orche, i tursiopi e i grampi (mwbn8mwboaGrampus griseus).cite-ref-97[97]

Oggi la caccia ai Cetacei di grandi dimensioni è regolata dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene (IWC), che nel 1986 ha approvato una moratoria sulla caccia che è ancora valida. Ogni anno, comunque, i paesi membri della commissione si riuniscono per decidere se e quali specie debbano essere tolte dalla moratoria.cite-ref-98[98]

Catture accidentali

Un grande numero di Cetacei, soprattutto delfinidi, muore per mwbpeannegamento dopo essere rimasti intrappolati accidentalmente nelle mwbpireti da pesca. Questo problema è stato riconosciuto come tale solo negli ultimi 30-40 anni.cite-ref-reeves-99-0[99] Si pensa che la cattura accidentale nelle reti sia una delle principali minacce per la sopravvivenza della focena del golfo di California. In mwbpcItalia e in mwbpgSpagna, le catture accidentali sono dovute principalmente alle reti da pesca per i pescispada (mwbpkmwbpoXiphias gladius).cite-ref-reeves-99-1[99] Le catture accidentali sono un problema anche per i pescatori, che devono perdere tempo a liberare le carcasse dei Mammiferi dalle reti, che spesso si danneggiano e diventano inutilizzabili, non ottenendo alcun vantaggio economico dai Cetacei catturati.

I delfini, oltre che nelle reti, spesso rimangono uccisi anche durante le mattanze dei tonni (mwbqamwbqeThunnus): poiché infatti frequentemente nuotano insieme a questi pesci, capita che vengano circondati dalle barche dei pescatori insieme ad essi. Molti muoiono per il loro comportamento imprevedibile o a causa di errori umani.cite-ref-100[100]

Competizione con i pescatori

Alcuni pescatori credono che i Cetacei competano con loro per la cattura dei pesci e quindi li uccidono deliberatamente. Negli ultimi anni questo problema è stato particolarmente sentito nel mar Mediterraneo, dove si cerca di tenere lontani i delfini dalle aree di pesca utilizzando strumenti che emettono suoni a loro sgraditi. Si tratta però di un sistema che potrebbe danneggiare l'udito degli animali.cite-ref-101[101]

Il problema della competizione con i pescatori viene utilizzato dai paesi favorevoli alla ripresa della caccia alle balene, come Giappone e Norvegia, per sostenere che la caccia sia necessaria per evitare danni all'approvvigionamento ittico degli uomini,cite-ref-102[102] anche in considerazione del fatto che secondo la mwbreFAO circa un miliardo di persone nel mondo si nutrono principalmente di pesce.cite-ref-103[103] Altri sostengono che i maggiori competitori dei pescatori sono certamente i pesci predatori e non vi sono sufficienti dati scientifici che permettano di quantificare il contributo dei cetacei.cite-ref-104[104]

Collisioni con le navi

Diversi Cetacei di grandi dimensioni spesso vengono uccisi dalle collisioni con le grandi navi, soprattutto quando si riposano sulla superficie dell'acqua e non hanno il tempo di fuggire. Questo problema è aumentato considerevolmente con l'aumento del traffico marittimo. Nel Mediterraneo, i Cetacei che più frequentemente si scontrano con le navi sono i capodogli e balenottere minori. La presenza di cicatrici sulla pelle di alcuni animali testimonia che in alcuni casi riescono a sopravvivere all'urto.

Inquinamento chimico

È stato dimostrato che nei mwbr4tessuti di molti Odontoceti vi sono alte concentrazioni di mwbr8PBC e di mwbsametalli pesanti. Concentrazioni di queste sostanze superiori ai mwbse100 mg/kg interferiscono con il mwbsisistema endocrino e quello mwbsmimmunitario degli animali, rendendoli più sensibili alle malattie e causando anomalie nella riproduzione. Sembra che i Misticeti siano meno sensibili degli Odontoceti agli effetti di queste sostanze. Un altro pericolo deriva dai riversamenti in mare del mwbsqpetrolio, che può causare dei danni se viene ingerito e può rendere inutilizzabili i fanoni dei Misticeti.

Inquinamento acustico

I rumori sottomarini prodotti dall'uomo possono interferire con le attività dei Cetacei, che basano gran parte dei loro comportamenti riproduttivi e alimentari sui segnali acustici. I principali rumori in mare sono causati da mwbsctest sismici, dragaggi dei fondali, perforazioni sottomarine e traffico marittimo. Spesso questi rumori viaggiano per chilometri sott'acqua e possono causare la perdita temporanea o permanente dell'udito dei Cetacei.cite-ref-reeves2-105-0[105] Un problema di particolare importanza riguarda le operazioni militari svolte negli oceani dalla mwbswmarina. L'uso di esperimenti svolti con i mwbs0mwbs4sonar o i mwbs8test di nuovi mwbtaesplosivi causano enormi danni ai Cetacei. Spiaggiamenti di massa di un gruppo di ziifidi che non presentavano nessun sintomo apparente, se non il sistema uditivo danneggiato, sono stati fortemente correlati con le operazioni militari che si stavano svolgendo nella zona in cui vivevano gli animali.cite-ref-reeves2-105-1[105]

Malattie

I Cetacei sono molto sensibili alle malattie causate da mwbtcmwbtgMorbillivirus e alle mwbtkneurotossine prodotte da alcuni mwbtodinoflagellati responsabili delle mwbtsmaree rosse. Negli mwbtwanni novanta, un'mwbt0epidemia di mwbt4Morbillivirus ha decimato le popolazioni mediterranee di stenelle striate. Poiché i valori di PCB riscontrati all'interno dei tessuti di questi animali erano molto alti, si pensa che l'infezione sia stata favorita dall'indebolimento del loro sistema immunitario.cite-ref-106[106]

Catture per i delfinari

I delfinidi vengono catturati per rifornire parchi zoologici o per essere addestrati ad esibirsi nei mwbuudelfinari. Gli effetti di tali catture, sottraendo una certa quantità di animali all'ambiente naturale (inclusi quelli che rimangono uccisi accidentalmente durante l'operazione) si sommano a quelli della caccia deliberata. I delfini che vengono maggiormente catturati sono i mwbuytursiopi, l'orcella asiatica (mwbucmwbugOrcaella brevirostris) e la susa indopacifica (mwbukmwbuoSousa chinensis).cite-ref-107[107]

In Italia, il mantenimento dei delfini nei delfinari è regolamentato dal D.L. 6 dicembre 2001, n. 469, in materia di "Regolamento recante disposizioni in materia di mantenimento in cattività di esemplari di delfini appartenenti alla specie Tursiops truncatus, in applicazione dell'articolo 17, comma 6 della legge 23 marzo 2001, n. 93".cite-ref-108[108]

Per la loro straordinaria capacità di apprendere, essi sono anche usati dai militari della [[marina militare|marina]] durante operazioni di guerra.

Spiaggiamenti

Alcuni Odontoceti, soprattutto mwbvsglobicefali, capodogli e mwbvwzifidi, sono soggetti agli spiaggiamenti, cioè si spingono fino alle terre emerse non riuscendo più a ritornare in mare. Molto spesso gli spiaggiamenti provocano la morte dell'animale per mwbv0disidratazione o per soffocamento dovuto al collasso dei polmoni sotto il peso del proprio corpo. Lo spiaggiamento può essere singolo, quando coinvolge un solo esemplare o di massa, quando a spiaggiarsi è l'intero branco. Gli spiaggiamenti sono stati oggetto di un lungo dibattito tra i ricercatori per decenni, allo scopo di ricercarne le cause, che ancora oggi non sono ben chiare. Si pensa che a provocarli non sia una sola causa, ma una concomitanza di eventi naturali, mwbv4biologici e mwbv8comportamentali.cite-ref-109[109] I primi comprendono cambiamenti nelle mwbwqcorrenti marine e nelle mwbwumaree e l'insorgenza di tempeste, mentre i fattori biologici comprendono la mwbwypredazione, le malattie e i disturbi nell'ecolocalizzazione. Per quanto riguarda i fattori comportamentali, nelle specie altamente sociali è possibile che un animale in difficoltà per cause individuali venga seguito fino a terra dagli altri membri del branco, che si spiaggiano insieme a lui.

Nel mwbwg2004 ricercatori mwbwktedeschi hanno associato i frequenti spiaggiamenti dei capodogli delle acque del mwbwomare del Nord all'mwbwsattività solare. Analizzando gli spiaggiamenti di questi Cetacei avvenuti dal mwbww1712 al mwbw02003 i ricercatori si accorsero che il 97% di essi si verificavano nei periodi di minimo dell'attività solare.cite-ref-110[110]

Un'altra possibile causa degli spiaggiamenti sono le esercitazioni della marina militare effettuate mediante l'utilizzo di mwbxmsonar a media frequenza utilizzati per la ricerca dei mwbxqsottomarini. Nel mwbxu1996 12 zifii (mwbxymwbxcZiphius cavirostris) si sono spiaggiati lungo le coste della mwbxgGrecia e le analisi mwbxkautoptiche hanno mostrato la presenza in ciascuno di una mwbxopatologia caratterizzata dalla comparsa di emboli gassosi all'interno degli organi degli animali. Questi emboli, una volta che i Cetacei si spiaggiano, ne provocano la morte in seguito ai gravi danni causati all'apparato circolatorio. Gli spiaggiamenti sono stati correlati alle esercitazioni militari che si sono svolte due giorni prima che essi si verificassero.cite-ref-111[111] Nel mwbx82002 altri 14 zifidi che presentavano gli stessi sintomi sono spiaggiati alle mwbyaIsole Canarie e gli spiaggiamenti cominciarono dopo sole 4 ore dall'inizio delle operazioni militari, confermando la stretta relazione esistente tra l'uso dei mwbyesonar e gli spiaggiamenti e le morti di questi animali.cite-ref-112[112]

Storia della cetologia

La mwbygcetologia è la branca della mwbykbiologia marina che si occupa dello studio dei cetacei. I cetacei furono studiati già da mwbyoAristotele, che usando per loro il termine mwbysmwbywketos (κῆτος, in precedenza mwby0mwby4mostro marino) diede origine al termine attuale.

Aristotele distinse chiaramente i cetacei dai pesci, in quanto animali vivipari che respirano con i polmoni e allattano i cuccioli.cite-ref-113[113] Tra le molte nozioni trasmesse da Aristotele vi è la distinzione tra i cetacei dotati di fanoni e quelli dotati di denti e la descrizione della copula, che avviene ventre contro ventre.cite-ref-114[114] Ancora mwbzgPlinio il Vecchio, che si occupò di questi animali nella mwbzkmwbzoNaturalis historia,cite-ref-115[115] sapeva che essi respirano per mezzo dei polmoni, ma attribuì loro dimensioni corporee che superavano di molto quelle reali e dedicò più spazio ad aneddoti e dicerie che alla descrizione della fisiologia.

Durante il mwb0aMedioevo solo pochi studiosi mwb0escandinavi ed mwb0iislandesi si occuparono dei cetacei. Nell'opera islandese mwb0mSpeculum regalae del mwb0q1240 vengono descritti ancora una volta come mostri uccisori di uomini e distruttori di navi.

Nel mwb0yRinascimento lo studio si basò sulla dissezione di animali spiaggiati, ma ancora non si erano recuperate le conoscenze di Aristotele: non era chiaro, in particolare, se i cetacei dovessero essere classificati tra i pesci o tra i mammiferi. Pierre Belon, nel suo mwb0cHistoire naturelle des éstranges poissons marins li considerava pesci, mentre Guillaume Rondelet li definiva mwb0gquadrupedi acquatici.

mwb0oLinneo, nella decima edizione del suo mwb0smwb0wSystema Naturae del mwb001758, classificò i cetacei tra i mammiferi. Nel libro mwb04Recherches sur les fossils (Ricerche sui reperti fossili) del mwb081823, il mwb1amedico e mwb1epaleontologo mwb1iGeorges Cuvier analizzò e descrisse lo scheletro dei cetacei, definendoli mwb1mmammiferi privi di arti posteriori.

Tra il mwb1uXIX ed il mwb1yXX secolo, la maggior parte delle informazioni sulle rotte migratorie e sulla morfologia proveniva dai balenieri, che conoscevano molto bene gli animali che dovevano cacciare. Nel mwb1c1924 una spedizione scientifica denominata mwb1gdiscovery e durata circa 25 anni, ebbe il compito di studiare l'ecologia delle regioni artiche e il comportamento riproduttivo dei cetacei.cite-ref-116[116]cite-ref-117[117]

La difficoltà della mwb2iricerca scientifica è accresciuta dal fatto che gli animali spendono solo una minima parte del loro tempo sulla superficie. Inoltre mentre nuotano o sono in immersione non lasciano nessuna traccia, rendendo difficoltoso anche seguirne gli spostamenti. Questo problema viene risolto mediante la marcatura con mwb2mradiotrasmettitori satellitari. I ricercatori che si occupano di questi animali sono in genere equipaggiati di mwb2qidrofoni per ascoltarne le vocalizzazioni, mwb2ubinocoli per scrutare l'mwb2yorizzonte e macchine fotografiche per la fotoidentificazione.

Molte delle nostre conoscenze derivano anche dallo studio delle carcasse degli animali spiaggiati.

Note

cite-note-11. Secondo alcuni autori le specie di cetacei sarebbero 83, secondo altri 85 e secondo altri ancora 86. Si veda in proposito mwb24mwb28Randall Reeves, 2003,mwb3a p. 5.
cite-note-22. mwb3qJ.G. Thewissen mwb3uet al., mwb3ymwb3cSkeletons of terrestrial cetaceans and the relationship of whales to artiodactyls, in mwb3gNature, vol.mwb3k 413, 2001, pp.mwb3o 277-281, mwb3sDOI:mwb3w10.1038/35095005, mwb30ISSNmwb34 0028-0836.
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Voci correlate

• mwdukMysticeti
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Collegamenti esterni

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